Epilogo

Dopo l’ultima chiacchierata con la mia vocina passarono più o meno sei mesi di ricostruzione globale, diciamo così. Il mio terzo salto era stato completato, e in un certo senso quei sei mesi furono il benvenuto definitivo nel nuovo me stesso. Come in tutti i salti precedenti a quello, avevo lasciato qualcosa indietro e qualcos’altro di nuovo era pronto ad accogliermi. Un nuovo modo di vedere le cose, di pensare, di fare. Migliore? Peggiore? Non lo so, era nuovo, questo lo so per certo. E so anche un’altra cosa: il passato mi segue sempre. Forse più che segue dovrei dire insegue. Il passato, è lui il vero cacciatore.

Un po’ di tempo fa stavo in una mailing list in cui era iscritta anche una ragazza polacca. Con i modi pratici dei popoli dell’est, ogni volta che questa ragazza ci vedeva bloccati in qualche discussione che rischiava il classico stallo dovuto all’eccesso di pensiero e alla mancanza di azione, veniva fuori con una mail il cui testo era composto da una sola parola:

Avanti!

C’era molto che questa ragazza potesse insegnarmi con una sola parola.

Alla fine del sesto mese di ricostruzione, Stefania mi chiamò. Disse che doveva venire a Roma per un meeting. Come sapete, Stefania doveva sempre andare da qualche parte. Mi chiese se mi andava di incontrarla. Al vecchio me stesso sarebbe andato molto. A quello nuovo non è che non gli andasse, ma diciamo pure che era abbastanza scettico.

Le dissi che si poteva fare, e le chiesi se avesse qualche posto in cui andare a dormire. Ora, qui successe una cosa strana: lei rimase in silenzio per un po’. Non so se si aspettasse che l’avrei invitata a dormire da me, probabilmente non lo saprò mai. Fatto sta che mi sembrava semplicemente fuori luogo un invito del genere, e posso dire con una certa sicurezza che lo sarebbe stato senz’altro. Nonostante questo, lei rimase in silenzio.

Dopo un po’ disse che sarebbe andata a dormire da un’amica. Disse che si sarebbe fatta sentire in settimana per metterci d’accordo. Era martedì.

Mercoledì. Giovedì. Venerdì. L’avete sentita voi? Così l’ho sentita io.

Quelli furono gli Ultimi Tre Giorni in cui diedi una qualunque importanza a una qualsiasi cosa detta da Stefania.

Il sabato, intorno a mezzogiorno chiamò. Io non avevo il telefono con me, quando lo recuperai trovai la sua chiamata insieme a un messaggio. Il messaggio diceva che non era potuta arrivare prima, ma che se mi andava sarei potuto andare al suo meeting, così avremmo potuto incontrarci.

Non era cambiato niente, certe cose non cambiano mai: era ancora completamente impegnata a salvare il mondo, tempo per tutto il resto ne restava pochissimo. Le dissi che no, grazie, non era proprio il caso di un incontro tra un discorso impegnato da sopra il palco e l’altro. Magari un’altra volta.

E un’altra volta ci fu. Per l’esattezza un’ultima telefonata. Mi chiese di trovare un posto a metà strada tra Roma e Milano per incontrarci. L’avete cercato voi questo posto? Così l’ho cercato io.

L’attitudine a guardarsi indietro difficilmente paga. In questo gioco obbligatorio chiamato vita il passato conta solo in qualità e quantità di esperienza, e più niente. Il presente è una specie di chimera, qualcosa che si tende a rincorrere in continuazione senza riuscire a prenderla mai.

In Africa c’è un detto, dice che in un fiume non puoi farti il bagno nella stessa acqua per due volte. La vita è un flusso in continuo divenire, esattamente come l’acqua di quel fiume. Probabilmente l’unica vera dimensione a cui valga la pena di guardare è il futuro, perché la vita non è adesso: la vita è fra un secondo, fra dieci minuti, fra due giorni, un mese. La vita va.

Oppure

Il passato è morto. E’ terra bruciata, è quello che era. Il futuro non sai se e quando e cosa sarà. Non pensarci, non ne vale la pena perché il futuro non è. L’unica cosa che conta davvero è il presente. Perché la vita non è né ieri né l’altroieri e nemmeno domani o fra un minuto o fra cinque secondi. La vita è adesso, in questo preciso istante che mi attraversa alla velocità di un fulmine in un nembo. La vita è proprio in questo momento in cui sei. E se ti volti troppo indietro o resti imbambolato a guardarti davanti, perdi l’attimo che passa, che sta passando per non tornare mai più. Vivilo adesso finché ci sei, finché sei qui, cerca di sentirtelo addosso mentre ti attraversa, e prendila come viene.

Oppure

Non prepararti a niente, non ne vale la pena: le cose andranno come devono andare. Non preoccuparti del futuro: sulla tua vita hai meno potere di quello che credi, molto di meno. Per quanto riguarda il presente, cos’è il presente? Non hai tempo di chiamarlo che già se n’è andato. Ieri, lui sì, Ieri è quello che c’è stato. E’ l’unica cosa che non puoi perdere, è tutto quello che sai, tutto quello che sei. Il passato ti contiene in lungo e in largo, ti rappresenta, racconta di te, di ciò che hai fatto. E allora che male c’è se ti fermi un po’ a guardarlo? Che male c’è se lo ami perché ti parla di te? Che male c’è se ti sforzi di arrivare fin dove ti riesce con il lungo sguardo dei ricordi?

E se proprio non puoi fare il bagno due volte nella stessa acqua, puoi sempre fermarti a guardare com’era tutte le volte che vuoi.

(25 Maggio 2003 – 3 Dicembre 2004)

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14 risposte a Epilogo

  1. m. scrive:

    Letto tutto d’un fiato..! 4 anni e 4 mesi fa L’ho lasciato in cerca della mia libertà.. penso a lui ogni singolo giorno, mi manca, a volte verso ancora qualche lacrima per Lui.. ma sono serena. Ho letto molti miei pensieri in ciò che hai scritto, nonostante le nostre situazioni siano un bel po’ diverse… ma come hai fatto alla fine a rifiutarti di vederLa?! Se c’è una cosa che non sopporto in tutta la mia storia è sapere che le probabilità di rivederLo sono minori rispetto a quelle di incontrare e.t.. Spero che ora te la passi bene..(come concludere?!) Cordiali saluti (?)

  2. Max scrive:

    E’ stato facile rifiutare di vederla: sapevo che in ogni caso non sarebbe venuta.
    (P.S.: Cordiali saluti ??… Come posso rispondere?…mmmhh.. Resto a disposizione per qualunque chiarimento dovesse necessitare.)

  3. m. scrive:

    wow! non mi era mai capitato di poter parlare con l’autore del libro appena letto per poter chiedere chiarimenti.. sarà per questo che al momento non mi viene in mente nulla! comunque io l’avrei pubblicato.. ma è tutto tutto realmente accaduto? E’ scritto molto bene, io non sono riuscita a fermarmi! Hai scritto qualcos’altro? Chissà se Lui dopo 4 anni e 4 mesi mi penserà ancora.. eheh

  4. Max scrive:

    Se ho scritto qualcos’altro? Ho scritto un blog: http://www.pulsazioni.net/ 😉

  5. G. scrive:

    Letto anche io tutto d’un fiato… Mi ci ritrovo molto. La curiosa differenza principale sta nel fatto che nel momento in cui sto scrivendo mi trovo in “quella” fase.
    Quella immediatamente prima della fine, il conto alla rovescia è partito, non so quanto (ore, giorni, settimane) ma sono stranamente lucido e so con certezza che manca poco. Lo so perché io e lei siamo i “due stronzi”.
    Mi si potrebbe dire: “muoviti, corri” che dovrei approfittare del tempo che mi rimane per troncare prima e per fare “quelle cose” che potrebbero rendere più agevole (ove mai fosse possibile) il dopo.

    Ma non le farò.

    La “vocina” è già in me e pur avendomi sbattuto in faccia tutta la verità con incredibile velocità, dopo una sola settimana di lucida follia, so con certezza quasi matematica che non riuscirò a fare e dire altro che quello che è già scritto.
    Una settimana fa Lei ha alla fine ascoltato la sua vocina, che le parlava sottovoce da anni, e le diceva di uscire dalla “strada a doppio senso” lasciando me da solo nel “senso unico”.
    Vivo ora, in questo momento, sulla mia pelle questa realtà: quando sei da solo nel senso unico è già troppo tardi per fermarti, chiedere l’armistizio o battere in ritirata, l’unica cosa che puoi fare è arrivare in fondo.

  6. L. scrive:

    mi ci sono ritrovata per caso a leggerlo..mentre cercavo esperienze di chi come me si trova a cercare di capire come una storia possa finire per la libertà..pur amando…pur stando bene con l’altro… come questo ‘altro’ possa dirti ti amo..ma non posso darti quello che vuoi…ancora non ho chiaro perchè…ancora attendo che ritorni…ancora non riesco a superare il ‘lutto’ come tu lo chiami…

  7. Marina scrive:

    Bellissimo……letto tutto in un paio di ore.mi sono rispecchiata in molte cose e situazioni.Tutto passa…basta solo lavorare al nostro puzzle 😉

  8. Ornella scrive:

    Massimo…ciò che c’è di bello nelle tue parole è la vita vera, la loro vicinanza ad ognuno di noi. Ci son mille cose che direi nel commentare compiaciuta ma sarebbero solo mille ripetizioni di ciò che già sai e come pensi tu, troppo spesso le parole non servono quando il silenzio di quello che hai di fronte pensi abbia lo stesso suono del tuo!
    Mi limiterò a scrivere che ho adorato il tuo modo di esprimere…. Ed io che son più che pigra, mi rivedo, mi correggo, e vado a visitarmi il tuo blog.
    Bravo!

  9. p scrive:

    …e’ bellissimo! un capolavoro…davvero. in questi 2 anni dalla fine della mia relazione e’ la cosa che ho letto piu’ vicina a quello che ho provato..e sto provando. grazie per averla condivisa con noi!!!

  10. p scrive:

    continuo..l’elaborazione dell’ultima pagina della mia storia va avanti da mesi..non sono mai contenta di quello che scrivo..mai soddisfatta e la porta alle mie spalle non si chiude mai, che tormento..Ho bisogno di andare avanti, non posso fermare il corso del passato per salvare quell’amore speciale..ormai perso per sempre. Non voglio chiudermi nella rassegnazione..e nella solitudine dell’anima. Devo farcela! ancora grazie per avere scritto cose tanto vere..

  11. Dafne scrive:

    Sono finita su questa pagina per puro caso, ancora non ho capito bene come. Stavo ancora cercando di capire dove mi trovassi quando ho visto quel titolo buttato li un po’ cosi. Titolo in cui forse in sono identificata.. ho pensato non ci fosse nulla di male a leggere almeno qualche riga. Ho letto la prima pagina,poi la seconda e all’improvviso DOVEVO sapere come sarebbe andata a finire. L’ho letto di un fiato e quando sono arrivata all’ultima riga è stato proprio come quando ti trovi alla fine di un libro. Leggere il tuo racconto (vero o falso che sia ) è stato illuminante.
    🙂

  12. Miki scrive:

    Non so chi tu sia, ma sei straordinario/a. Quello che hai scritto e’ notevole. Non è facile per tutti capire, effettivamente non ne sono in grado tuttora. La cosa che mi fa impazzire..e che ho trovato questo tuo libro/racconto, per puro caso. Una ferita al braccio, mi pulsava, per cui ho cercato in internet qualcosa che avesse una sorta di logica medicinale, cazz…ho incontrato qualcuno che ha vissuto e che vive tuttora questo. Incredibile!!!

  13. SAVANA scrive:

    Complimenti….quando parli di lei trasmetti sensazioni di unicità, forza, passione bellissime e irripetibili che solo con l’amore vero si possono trovare. Ci sono dentro…non so ancora come andrà a finire.
    Ma non è ciò che faccio l’importante, è ciò che sento quando stiamo insieme, fosse anche niente…ma quel niente è unico davvero. Possiamo trovare questo tipo di amore 2 volte nella vita? Faccio la domanda, chissà se qualcuno potrà darmi la risposta. Un abbraccio.

  14. Giorgia scrive:

    Ho vissuto la tua stessa identica storia. Giuro che quando ho cominciato a leggere il tuo racconto sembrava che lo avessi scritto io. Hai espresso 3 domande che mi sono posta anche io 1 mese fa, a cui ho risposto con le tue stesse risposte e cioè ma alla fine tutto questo dolore ce lo meritiamo? No. Ne valeva la pena? assolutamente si. Se dovessi tornare indietro lo rifaresti? Tutta la vita! Purtroppo alcune storie devono finire anche se il finale non è come avremmo voluto che fosse.

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