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I ricordi sono la più breve scorciatoia del tempo. Il recinto che ci separa dal passato non è un muro, è una rete metallica. E ognuno di quei buchi nella maglia è un ricordo. Per passarci attraverso non devi fare altro che pensare al ricordo che ti interessa e partire sparato sulla tua scorciatoia. Non possiamo andare nel futuro, questo no, ma possiamo andare nel passato tutte le volte che vogliamo. L’unica fregatura è che puoi guardare senza toccare. Per qualche breve, intenso momento, puoi rivivere tutto quello che vuoi, ma non puoi cambiare niente.

Tornai con la memoria alla nostra ultima telefonata. Pensavo a quella telefonata e mi sembrava che fosse successa ieri. Pensavo ai nostri abbracci, a Lei che mi diceva: La senti questa forza?, e mi sembrava che stesse succedendo adesso. Pensavo che ci eravamo lasciati da più di tre anni, e mi sembrava impossibile che fosse mai successo.

Dio che peccato, pensavo.

Che peccato vedere tutti quegli errori così chiaramente e non poterci fare più niente. Che peccato non poter tornare a quei giorni e dirle: No, aspetta! Aspetta cazzo, aspetta! Se fai così io cercherò di difendermi! La mia parte peggiore prenderà il sopravvento,  tu diventerai la mia peggior nemica e presto tutto questo finirà per causa nostra. Aspetta!

Che peccato non poter tornare indietro e dirmi: Attento! Cazzo devi stare più attento! Se l’attaccherai per difenderti Lei si chiuderà ancora di più e presto, molto presto tutto questo finirà per causa nostra. Se continuerai ad inseguire la libertà, finirai prigioniero di te stesso! Perderai Lei, e perderai te, e perderai tutto fino a quando non avrai più niente da perdere! Attento! Non è la solita storia, non è la solita vita, niente è come al solito qui, niente!

Tra i miei ricordi non avevo più consistenza di un fantasma. Potevo osservare, in parte potevo anche rivivere quei momenti, ma non potevo interferire. Così la nostra ultima telefonata mi partì nella testa esattamente come era stata allora: puoi guardare ma non toccare.

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