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Quindi era finita perché l’avevo tradita? No che non era per quello, era solo stata un’accelerazione verso la fine. Allora era finita perché l’avevo spinta a lasciarmi? L’avevo esasperata negli ultimi due mesi con una guerra psicologica serrata, fino a costringerla ad andarsene?

Fuochino.

Ah sì? Fuochino? E allora perché non l’avevo lasciata direttamente io, sarebbe stato più facile no?

Non potevi, eri incastrato, disse la vocina.

Ero incastrato, il mio pensiero aveva cominciato a degenerare nel momento in cui si rese conto che non avrei potuto lasciarla. Quella privazione della mia libertà di scelta mi stava facendo impazzire. Ero incastrato in un botta e risposta contro me stesso: avrei potuto lasciarla solo se fossi stato sicuro che lei mi amava e che avrebbe sofferto per quello. Fino a quando non avessi raggiunto quella sicurezza sarei stato incastrato. Ma il punto era che se avessi raggiunto quella sicurezza, paradossalmente non ci sarebbe più stato motivo di lasciarla. Il punto era che quella mancanza di sicurezza costituiva il perno intorno a cui giravano tutti i nostri problemi.  La mia insicurezza, nutrita giorno dopo giorno dai suoi modi. Proprio nel momento in cui avrei voluto decidere, scattava un contraddittorio tra me e me che mi impediva di farlo per paura che lei non mi amasse. Avevo paura che quella che sembrava una mia scelta, fosse in realtà una costrizione degli eventi che io volevo far passare per una scelta mia. Prova a ingannare te stesso se ci riesci.

Ero terrorizzato dall’idea che potesse non amarmi e quello mi spingeva a volermene andare. E quello mi spingeva a non potermene andare.

Adesso la lascio, sento che mi sto allontanando, pensavo.

No che non ti stai allontanando, hai solo paura che non ti ami, rispondeva l’altro me.

Mi sto allontanando invece, la sento scivolare via, posso vivere senza di Lei.

Queste cose si sentono in due.

La devo lasciare o mi lascerà Lei. Vincerò io.

Tu non puoi più vincere, hai già perso: l’hai tradita. Lei è meglio di te.

Comunque vada non posso perdere: se riesco a lasciarla è una mia scelta, se mi lasciasse Lei lo farebbe perché l’ho allontanata. La sto costringendo: se non riuscirò ad andarmene, se ne dovrà andare Lei. Ma sono io che la sto influenzando. Se Lei decide, decide per causa mia. Comunque vada la decisione è mia.

Tu non la stai influenzando, tu la stai anticipando. E l’anticipi perché sai che Lei ti lascerebbe comunque. E’ lo stesso motivo per cui vuoi andartene. E’ lo stesso motivo per cui l’hai tradita. Tu hai paura che Lei non ti ami.

E’ per questo che deve finire.

E’ per questo che non puoi vincere in nessun caso.

E’ per questo che deve finire.

E’ per questo che l’unica a decidere sarà Lei, come sempre.

E’ per questo che deve finire.

E’ per questo che Lei deciderà quando sarà finita.

E’ per questo che deve finire.

E’ per questo che finirà.

Volevo vincere io. Oggi non riesco a immaginare un pensiero più idiota, ma in quel momento era tutto quello che mi era rimasto. Mi era rimasto molto poco.

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